gennaio 10, 2011 0

Antonio Di Gaspero catalogo “Archeo-industrie” sculture/disegni – Galleria Orange studio Porto San Giorgio 2006

By paolotosti in Parole/Words
Con la sua ultima ricerca artistica sull’ archeologia industriale, tematica importante, l’artista Paolo Tosti raffigura in maniera astratta, in diciotto disegni ed una scultura “planimetria” vecchi edifici industriali, trasferendo così, la propria attenzione, dagli studi architettonici indefiniti delle precedenti opere bi e tridimensionali, ad uno studio più attento e preciso, su strutture architettoniche legate al mondo della vecchia industria: edifici in stato di totale abbandono, di totale degrado.
Tosti colpisce, attrae, col suo personale, ormai noto, gioco del vuoto e del pieno che apporta nei disegni e nelle sculture. Identificativi, in questo caso, i vuoti dominanti che rimandano sia all’ odierna situazione, sia all’ immaginabile del ciò che e’ stato.
I vuoti sono l’anima totale di tutte le povere anime che hanno riempito con i propri corpi, con il proprio lavoro, con le proprie speranze questi spazi industriali.
In alcuni disegni sembra quasi di scorgere figure umane dove, dall’ astratto, fatalmente emergono macchine, uomini-robot di deperiana memoria, sino a ricordare inevitabilmente lo sperduto Charlie Chaplin in Modern Times. Inoltre Tosti, con il personalissimo uso del bitume, inventa tonalità di colore particolari, che insieme alla forza differentemente usata nel segno, presenta disegni in pseudo – astrazione, dove solo la padronanza del TostI – scultore riesce a rendere quasi tridimensionali, dall’ effetto volumetrico ed estremamente raffinati ed eleganti, nell’ armonia d’uso di fondi (eccezionali i nerI, dall’effetto velluto, quasi animaler), ottenuti attraverso tecniche professionalmente segrete.
Come, alla vista di ciò, non avere immediatamente anche sensazioni olfattive di grassi, olii, benzine, petroli, metalli, ed il nobile sudore di “fatiche”d’ altri tempi, che conseguenzialmente portano a sensazioni uditive come i rumori di macchine e ingranaggi?
Odori, rumori, umori che per anni hanno intriso ogni mattone, ogni pilastro metallico e la stessa aria delle industrie.
Mirabilmente, con i suoi candidi “disegni sporchi”, Paolo Tosti, specifica, conferma la propria sensibilità di artista e di uomo che scava nell’ intimo umano, nella relazione col lavoro moderno, dalle emozioni alle tensioni, al concetto di tempo limitato: tutte ataviche, deludenti eredità dell’uomo contemporaneo.

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