dicembre 9, 2015 0

ARTEDIMARCA

By paolotosti in Storia Archivio/Archive
a cura di Alessandro Leanza/testo Paola Gennari
inaugurazione domenica 13 dicembre 2015 ore 18,00
Le sculture di Paolo Tosti sembrano siano state scolpite dal tempo, un tempo che l’artista ferma in un preciso momento: un tempo assoluto. Proprio per questo, i vuoti, i pieni, i volumi, le ombre, assumono forme infinite nello spazio. Ogni opera racconta una storia, una memoria antica: ognuna è generata da un preciso stato ipnotico. La dimensione maieutica è presente dentro l’artista, esplode nel gesto inconscio dello scolpire, che, una volta esaurito, viene governato dalla mente, generando delle rifiniture che, devono essere, assolutamente perfette. I materiali utilizzati hanno un valore storico e culturale che nessun altro prodotto possiede: il tempo scolpisce il tempo di conci di pietra di ere geologiche millenarie che vengono selezionati con cura dall’artista. Gomme liquide, sapientemente inserite nell’opera generano degli annullamenti, i neri diventano vuoti, ombre profonde dell’anima. Ispirandosi alle archeologie urbane e industriali dismesse, Paolo ingloba le loro forme e il loro spirito: vite umane sono nate, cresciute e sono morte in quei luoghi. La casa, il luogo domestico, è per l’uomo il suo nido, il suo rifugio, è sicurezza, è espressione di sé, ma è anche spazio vitale, da vivere soli o da imparare a condividere con qualcun altro. I luoghi fantasma, hanno, quindi lasciato dei campi morfici, delle energie, dei silenzi assordanti che solo l’artista riesce a sentire e a trasformare. Le pareti, urbane o industriali, sono espressione, narrazione, specchio di emozioni positive o negative e dunque riflesso del mondo interno ed esterno. Tutto questo è presente nella scultura di Paolo, dove “le pareti” sono forme e dove le memorie antiche sono emozioni silenti, del tempo presente, ma anche del tempo futuro: un tempo eterno. L’Uomo Antico di Jung è presente in ognuno di noi, ma pochi riescono a riconoscerlo. Paolo, quando scolpisce i conci di pietra millenaria, è quell’Uomo Antico perché “è un essere naturale […] in comunione con le nuvole e il sole, con il vento e la tempesta” (C. G. Jung). La linea verticale è la linea dell’uomo, la linea non lineare è la linea della Natura. Deformando la realtà geometrica delle architetture, queste diventano sculture oblique, diagonali, curve, dove la parola è nulla, il pensiero è nullo, c’è solo il silenzio che parla, il silenzio dell’origine del tempo della Terra.

(P.G.)