giugno 19, 2015 0

Paola Gennari – Art8tel 2015

By paolotosti in Parole/Words

La scultura, Ritratto Industriale IX, di Paolo Tosti è una testimonianza della continua ricerca e studio delle strutture archeologiche urbane e industriali. Costituite da una complessa stratificazione di un tempo passato, queste architetture diventano esse stesse una testimonianza della conoscenza dei luoghi e dei siti dove sono nate e dove hanno vissuto, per poi diventare altro. Questo “altro” viene analizzato e studiato nella sua morfologia originaria, traducendolo nel prendere conoscenza e coscienza del valore semantico e strutturale del luogo dismesso. Anche dalle testimonianze dei materiali industriali, l’artista trova ispirazione, per trarne uno strumento di indagine e di conoscenza del mondo esterno, dove le architetture circostanti, costituite essenzialmente da linee orizzontali e verticali, vengono inglobate e trasformate. Questi luoghi archeologici sono contraddistinti da un silenzio assoluto, difficile da ascoltare a noi uomini, generato dalla sedimentazione di un spazio-tempo architettonico che non esiste più. È proprio questo silenzio assordante che sentiamo nella scultura, questi luoghi dismessi ritrovano una nuova dimensione e iniziano una nuova vita. I vuoti e i pieni, le energie, l’anima di queste strutture architettoniche si possono ritrovare nella scultura di Paolo Tosti, dove la componente negativa, il vuoto, insieme alla componente materica, il pieno, si uniscono in un dialogo simbiotico e spaziale. In ogni forma materiale è il vuoto che crea la specifica identità dell’oggetto in rapporto alle altre forme. Infatti, il vuoto agisce all’interno di ciascuna forma materiale distruggendo le sue pretese di far valere un sé autonomo. Il vuoto, pertanto, non deve essere inteso come l’assenza, ma è come un elemento creativo, che produce e fa nascere ogni cosa, che è origine ed è fine. La scelta del materiale utilizzato, il marmo Rosso King, sottolinea la valenza positiva e negativa dell’opera scultorea: il rosso è un colore dai molteplici significati, in questo caso è inteso come fuoco, generando calore, energia e luce. Linguaggi morfici diversi esprimono i medesimi eterni significati, in cui materia e forma riconnettono l’osservatore con il tema universale dell’armonia e contrasto fra vuoto e pieno, fra yin e yang, il principio femminile e maschile che costituisce il mondo che conosciamo.

Dott.Arch. Paola Gennari