luglio 28, 2014 0

Erminia Gelso – “L’ospite Tiranno 4” Palazzo Tiranni/Castracane, Cagli 2013

By paolotosti in Parole/Words

Paolo Tosti compie, nella sua stanza verde, un’ operazione interessante che si intuisce dalle sue parole scritte e appese al muro, fondamentali: “ sono stato sempre attratto empaticamente da ciò che rimane dei luoghi dell’uomo, dopo la cessazione delle attività quotidiane e produttive, dopo l’abbandono definitivo”. Come la stanza che lo ospita è, per sua stessa ammissione, “ testimone attendibile” di qualcosa che è passato, così le sue opere, partecipi di tale condizione, sono dei resti: scheletri, strutture contenenti il vuoto e planimetrie di qualcosa di finito, o di ancora a venire ma che comunque non si dà per ora. Fasi di passaggio scolpite nella pietra, con una nettezza e precisione di tagli che pare contraddire la loro natura (Disabitare, Atrio/preludio agli eventi, Crollo I). Tosti rappresenta una fase di passaggio, verso la completezza o verso il decadimento totale, ma rendendola definitiva, perfettamente e artisticamente decisiva. Il concetto di abbandono è idealizzato.